A nudo, gli abiti addosso e il vino rosso
"Qualcosa di rosso. Sì, è proprio qualcosa di rosso". Mi ha invaso i pensieri appena poggiato un piede oltre la porta di casa. Sfocato. Indistinto. Non capivo cosa fosse, ma senza dubbio era rosso.
Sono entrata e mi sono chiusa la porta alle spalle. Blindata. Chiavistello girato. CLOK!
Ho aperto e chiuso gli occhi. Rosso. L'ho fatto di nuovo. Rosso ancora, ma niente di decifrabile. "Non può essere Coca Cola", mi sono detta. La Coca non mi è mai piaciuta... e mi risuona nelle orecchie, come fosse adesso, la sicurezza del nonno operaio che non c'è più: "Io ci svitavo i bulloni che non si volevano svitare con quella bibita americana! Quindi non fidarti, non è roba buona...". Qualcosa che corrode, brutta cosa, pensai. Ma la provai e, in effetti, qualcosa non mi convinse.
Vedevo rosso comunque, ma non era lei, non era Coca Cola, eppure avevo sete...
Sono andata in cucina e ho aperto il frigo: di rosso, c'erano solo pomodori e una scatoletta di tonno socchiusa e avvolta in una plastica che conosce l'arte di conservare.
Conservare, l'arte che devo imparare... ho pensato all'amore, per un attimo... e a una rosa. Ho guardato sul tavolo di cucina, poi su quello del soggiorno. Ma non c'era, oggi non c'era una rosa rossa.
Rosso... che rosso sei?
All'improvviso l'immagine è andata a fuoco, finalmente. Vino.
Una Bonarda dell'Oltrepò Pavese, residua bottiglia di un vizio che non so abbandonare. Mi sentirei quasi in colpa se lo facessi. E quella bottiglia, sinuosa nella forma, erotica nella sua dolcezza, mi aspettava lì, sul tavolino da fumo del mio ingresso, maliarda e invitante.
L'ho afferrata come si afferra la palla da bambini. Giocosa, felice, soddisfatta.
Il rosso è scomparso magicamente dalla mia testa. Liberazione... non parlo del giornale... stato d'animo. Odio avere la mente traforata da un tarlo. Fisso e infido.
Un salto in cucina, un cavatappi, olio di gomito, un rumore sordo e via il tappo... poi il primo sorso è sceso nel bicchiere di vetro e un istante dopo ha baciato la mia bocca.
Compagna Bonarda, amico vino... Alla sera mi fate compagnia mentre getto in rete questo racconto stupido.
Cheers! Prosit! Salute! Cin Cin!
La vita sbatte i tacchi per scandire il mio cammino. Apro gli occhi, timida e felice, di viverla.
Mentre la guardo in faccia, scrutando il suo sguardo di balena dolce, la sfido, la stimo, la sfioro, quasi la bacio, col bicchiere in mano, neanche fossi la figlia "strana" di Tom Waits...
Non è bello brindare alla vita e all'amore? Non è bello brindare alla rosa rossa che ancora non c'è ma ci sarà?
Io dico di sì, soprattutto adesso che mi racconto qui... a nudo, un lunedì qualunque, con gli abiti addosso.
Il quinto sasso: Grillo o non Grillo, grido o non grido...
Dal sito www.beppegrillo.it :
"E adesso? Dopo il V-day?
La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali.
I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli.
I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi.
Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo.
Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche.
Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati.
Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città.
Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog.
Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.
La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica.
Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned".
Questa è la nuova sfida lanciata dall'amato-odiato Grillo parlante, amato dalla gente e odiato dai politici, per ovvi motivi...
"Qualunquista", tuona qualcuno...
"Grillo colma un vuoto", sostiene Pereira-Bertinotti...
Che il comico-rivoluzionario stia colmando un vuoto può essere vero, ma l'impressione è che non lo farà come Segni, Lega, Di Pietro e Berlusconi in passato...
Qualcuno potrebbe insinuare che lo farà come Mussolini, perché il sommovimento popolare e incontrollato che sta creando ha qualcosa di sottilmente pericoloso...
Ma chi legge quotidianamente le parole che Grillo posta sul suo blog difficilmente potrà vedere in lui un nuovo Mussolini, anche se il grido "distruggiamo i partiti per difendere la democrazia" fa tremare i polsi ai tanti conservatori, di destra e di sinistra (figuriamoci di centro), che affollano il nostro Paese.
Siamo esausti, arrabbiati, sfiduciati. Questo è indubbio.
Stiamo diventando un Paese "cafone", incivile, assassino e bugiardo, figlio di una tv puttana, di una politica insana, di una finanza cialtrona e di un'arte polemica, lamentosa e autoreferenziale.
Eravamo musicisti, poeti e pizzaioli, eravamo operosi emigranti, eravamo inventori, eravamo i veri creativi della moda, del lusso, dell'arte e i provocatori della cultura...
Eravamo la lingua d'Europa lanciata verso il sole d'Africa...
Amatori, passionali, incivilmente civili...
Miseri e belli al contempo, come nei film di Monicelli, De Sica ed Elio Petri...
Oggi rischiamo di diventare miseri e basta.
Capaci di impugnare una pistola e sparare a freddo al vicino perché tiene troppo alto il volume della radio, capaci di organizzare un traffico di pedopornografia in provincia per arricchirci e svoltare le piatte serate del finesettimana, capaci di sputare alle spalle di chi ci dà lavoro per poi leccarle quando ci guarda, capaci di vendere i nostri figli a chi vuole guadagnare sui loro sogni, capaci di picchiare uno straniero perché ci chiede un soldo e di cercare nervosamente online qualcuno che ci picchi per darci piacere sessuale.
Siamo alla deriva.
E siamo "ad immagine e somiglianza" di chi ci sta sopra... di chi ci governa. Politica, economia, finanza, televisione.
Governati da un dio minore, un dio che non possiamo più rispettare, ci facciamo inevitabilmente schifo e come sempre, come abbiamo sempre fatto nella nostra storia, aspettiamo un salvatore...
E' arrivato. Si chiama Beppe Grillo, è genovese, quindi "ha la faccia un po' così...", è ironico, è intelligente e furbo, e non ha paura...
Colma un vuoto. E' vero.
Ma non è solo un vuoto politico quello che sta colmando.
E' un vuoto morale. Della società, direbbe qualcuno. E' un vuoto dentro di noi, dico io.
Abbiamo un'urgenza terribile, il bisogno di una vocina nuova, un daimonion, un angelo quotidiano che da fuori ci invada l'animo e il cervello per crescerci di nuovo nella nostra disponibilità ad essere UMANI.
Grillo lo fa. Forse non se ne rende neanche conto fino in fondo. Ma lo fa, lo sta facendo.
Non è un eroe.
Non è un salvatore.
Mai lo sarà.
Ma è un uomo curioso, uno che s'interroga, che cerca le risposte e le verità, uno che s'incazza e non concilia...
Uno che può piacerci da morire in questo momento storico.
Aderire alla sua geniale offerta può diventare una bomba per il futuro del nostro stivale...
Lui non dice: facciamo un partito.
Lui dice a tutti gli aderenti del suo blog: regalerò la possibilità di usare la mia immagine a tutte le liste civiche che rispetteranno alcuni requisiti a cui non posso rinunciare.
Non ci sono altri prezzi. E per un uomo di spettacolo genovese, qual è Beppe, è una grande offerta.
Quali saranno gli effetti?
Chissà... il potenziale di rabbia e insoddisfazione è straordinario... le amministrative potrebbero presentarci un Paese stravolto, dove i partiti non riescono più a vincere mentre una serie di listarelle-brancaleone, nate da un blog di un comico cacciato dall'etere, crescono con forza...
Non parliamo delle possibili conseguenze... sarebbe un discorso alla Philip Dick, ed oggi è bene restare sempre ancorati alla realtà.
Questa realtà che alimenta i catastrofisti e ci suggerisce INFIDA e BASTARDA che la Grillo-mania potrebbe essere un altro fuoco di paglia...
Cosa ci resterà in mano?
Cosa ci resterà dentro?
La deriva è inevitabile... o impareremo finalmente a "fare la rivoluzione"?
Cercheremo una rivoluzione politica o capiremo che la prima rivoluzione di cui abbiamo bisogno è dentro le nostre coscienze?
Grillo o non Grillo, grido o non grido... questo è il problema.
Tu parteciperai alla sua sfida?
La temi o la desideri?
Sasso lanciato.
Melissa



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