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Il quarto sasso: un@ transgender può credere in Dio?

di melissalove (13/09/2007 - 20:10)

Il "padre" di tutti noi, la "scusa più plausibile della nostra esistenza", l'essere onnipotente e misericordioso che ci sorveglia dall'alto, ha un'infinità di nomi ormai.

Ogni anno ne scappa fuori uno nuovo, sia per l'esigenza contemporanea di revisionare e targettizzare, sia per il crescente bisogno di risposte diverse che i più tradizionali faticano a dare.

I più noti e sostenuti sono sempre Dio e Allah, con i loro rispettivi profeti Gesù Cristo e Maometto.

Sono il "Ronaldinho" e il "Kakà", il "Brad Pitt" e il "Johnny Depp", il "Dulbecco" e la "Montalcini" del mondo religioso... le due vere star, su questo pianeta, per chi crede.

E sono in tanti a credere, a dover credere, a non poterne farne a meno.

Secondo le rivelazioni del World Christian Database del 2005, i seguaci del duo Allah-Maometto sono 1 miliardo e 322 milioni mentre i fedeli del Vaticano sono 1 miliardo e 115 milioni, anche se il totale dei cristiani, contando pure protestanti, ortodossi, anglicani e "nuovi cristiani", è di 2 miliardi e 153 milioni.

2 miliardi e 153 milioni di cristiani più 1 miliardo e 322 di musulmani significa 3 miliardi e mezzo di esseri umani conquistati da queste antiche, se pur rinnovabili (ma non troppo), fonti di energia spirituale.

Non mi dilungo sulle statistiche, ma se aggiungiamo le altre confessioni raggiungiamo la quasi totalità e comprendiamo che per noi, di questi tempi, vivere senza un dio è veramente difficile.

Gli atei, secondo le statistiche, sono un'esigua minoranza.

Ne gioiranno gli integralisti, si faranno qualche domanda i liberi pensatori, religiosi e non.

Ma il sasso che voglio lanciare oggi ha a che fare con le transgender come me: può, in questo mondo e con queste religioni a disposizione, una trans credere in Dio?

Se la grandissima maggioranza degli esseri viventi sembra aver bisogno di abbracciare una fede, quali sono le possibilità di farlo per una "ragazza" speciale, che spesso viene guardata con un certo sospetto?

A Los Angeles ho conosciuto una crossdresser-sacerdotessa, che appartiene a una chiesa cristiana e protestante in cui è possibile esercitare la propria spiritualità verso Gesù, Madonna, Dio e Spirito Santo senza alcun problema, con l'opportunità, persino, di sposarsi ai loro occhi di fronte a un altare.

Ma in Italia cosa accadrebbe se una transgender, a qualsiasi livello fosse, da travestita a transessuale post-op, entrasse in una chiesa nell'ora della messa, si sedesse su una panca e cominciasse a cantare con gli altri fedeli? 

E cosa accadrebbe se una transgender chiedesse di essere ricevuta dal cardinal Ruini... o magari dal Papa del momento, il pastore tedesco Joseph Ratzinger alias Benedetto XVI?

Ho un'idea in proposito ma non voglio dare la mia risposta, voglio solo lasciarti in pasto questa domanda. Niente più...

Dopo tutto, se esistesse un Dio, tutti gli esseri umani dovrebbero essere sue adorate creature... degne, tutte, di essere amate e considerate. O sbaglio?

E se una transgender, come la gran parte degli altri uomini, avesse bisogno di frequentare una qualsiasi "chiesa",  avrebbe tutto il diritto di farlo senza sentirsi addosso il peso di un pregiudizio.

Tu cosa ne pensi?

Pensi che in Paesi come l'Italia non ci sarebbero problemi?

Hai una tua esperienza da raccontare?

Sasso lanciato.

 

Melissa

 

 

 

 

 

 

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